Novembre 2018 La Suprema Corte di Cassazione, sez. tributaria, con la sentenza n. 19564 del 24 luglio 2018, afferma che, a seguito della sentenza del 24 settembre 2014 n.228 della Corte Costituzionale, è venuta meno la presunzione di imputazione dei prelevamenti operati sui conti correnti bancari ai ricavi conseguiti nella attività libero professionali, non essendo più proponibile l’equiparazione logica tra attività d’impresa e attività professionale. Grava dunque sull’amministrazione finanziaria l’onere di provare che i prelevamenti ingiustificati dal conto corrente bancario e non annotati nelle scritture contabili siano stati utilizzati dal libero professionista per acquisti inerenti alla produzione del reddito, conseguendone dei ricavi.